
Ho annunciato ufficialmente l’esistenza di questo blog a parenti e amici.
Stava diventando un po’ il segreto di Pulcinella, perché da un lato c’è chi lo sapeva già da prima (confesso di aver cercato un po’ di incoraggiamento), dall’altro c’è chi l’ha saputo con il passaparola.
Ma per farmi leggere da altri, mi sono resa conto che se non dicevo in giro di avere un blog, nessuno sarebbe mai passato da qui (lo so, sono una tipa sveglia!)
Contrariamente a quanto si può pensare, il mio primo pensiero non è stato come far sì che altri mi leggano. Troppo semplice, dai.
Il mio primo pensiero è stato: “Ma se io dico che ho un blog…mi leggeranno tutti!!!”
Perplessità che ho espresso anche a voce alta una sera che ne parlavo con mio marito, fonte molto pragmatica di consigli ben accetti, ed è andata più o meno così:
“Non so se lo voglio dire in giro, di questo blog” 😫
“Perché no?” 🤔
“…Perché se lo dico in giro, poi mi leggono tutti!!!” 😱
Lui mi fissa e dopo una pochi secondi di silenzio mi dice: “E non è a questo che serve avere un blog?!?!?”

Eh! In teoria il blog serve a far sì che altri leggano ciò che scrivo. In pratica, invece:
“Ma io non lo so se voglio che mi leggano tutti, poi sanno le mie cose e chissà cosa pensano!” 🤯
Qui la mia parte razionale, che funziona a intermittenza tipo le lucine dell’albero di Natale, mi spinge a notare che:
a) non ho niente da nascondere;
b) sono sempre io a decidere cosa raccontarvi;
c) non mi chiamo J.K. Rowling o Elena Ferrante, quindi i miei lettori non saranno neanche chissà quanti.
Ma allora, se anche mi leggessero in pochi…Quale sarebbe il problema?!
Il mio problema è sempre stato chiedermi cosa pensano gli altri. Ma di tutto eh, non solo di quello che scrivo.
Nel corso degli anni sono anche diventata molto brava a schivare certe domande, a glissare quando la conversazione si incanala in discorsi che mi porterebbero a raccontarmi.
Ho anche elaborato una tecnica a prova di bomba: non raccontare nulla. Geniale!
Però non fraintendiamoci, non sono una di quelle che non parlano quando sono in compagnia o che risponde a monosillabi per poi rimanere sempre sulle sue. Intervengo, do pareri, consigli, ho senso dell’umorismo.
Ma se devo parlare di cose che faccio o che ho già fatto, di mie riflessioni, traguardi che ho raggiunto, cosa vorrei fare nella mia vita…Sono veramente poche le persone che lo sanno, mi basterebbe una mano sola per contarle. E sono abbastanza sicura certa che comunque mi rimarrebbe un dito libero. Decidete voi quale.
Aaaaahhh, ma aspetta…Forse è questo che intendeva la mia Comare quando ha detto che mantengo i miei segreti tipo KGB. 🤔 (ne avevo parlato qui)
Non lo so perché faccio così, cosa ho in questa testa bacata che mi fa fare questi ragionamenti a pera (anche questa bacata, se tanto mi dà tanto).
E il bello è che non mi piace neanche tenermi queste cose per me, io vorrei raccontarle.
Solo che…è come se mi si bloccasse proprio la lingua: la sento che si incolla dietro l’arcata dentale e da lì non si schioda, mentre il cervello manda l’impulso in crescendo: “Articola! Vai! Dillo! Diiiillllooooooo!!!”
E invece non esce manco un tuncio fiato.
Quindi come si rimedia a questa cosa? Per adesso scrivendo, nel mio caso.
Anche se poi l’annuncio ufficiale l’ho fatto con un video su Instagram, per spiegare che il blog esiste, come si visita, come si commenta, come ci si iscrive.
Non che metterci la faccia sia stato più semplice.
Filmarmi. Capire come inquadrarmi meglio. Poi ragionare su cosa dire e come dirlo. Poi far vedere in concreto il blog. Poi montare tutto, al netto di strafalcioni e smorfie varie. Poi inserire i sottotitoli.
Per poi buttare via tutto e ricominciare da capo la stessa trafila, ma vestita in modo diverso, con un copione più veloce e un audio decente.
Insomma, ormai è andata.
Ora chi mi segue lo sa, non si torna più indietro.
Mi rimane solo da capire se purtroppo o per fortuna.
Il meme di Fry viene da qui: https://www.memegenerator.es/meme/31970274
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