
Lo sapevamo che stavi male e non si poteva fare molto altro, ma questo, comunque, non ci ha preparati abbastanza.
Che poi, è proprio una cavolata dire “non si è mai preparati abbastanza”, perché la realtà è che non si è mai preparati, punto.
I funerali delle persone a cui tengo, quelli a cui ho assistito finora, sono stati sempre accompagnati da belle giornate di sole e dal cielo azzurro.
Anche per il tuo, oggi, è così.

Di te, ricorderò sempre la voglia di parlare a ruota libera, di tutto e di più: dei tuoi figli, del tuo lavoro, della musica, tua grande passione, delle stravaganze di zio e di quanto fosse imbranato in certi momenti.
Però, ammettiamolo, quante risate ti sei fatta?
Ti ricorderò come eri al mio matrimonio, l’ultimo periodo in cui sei stata bene, prima che iniziassero a precipitare le cose: con i capelli ricci e corti, sorridente, con un vestito smanicato giallo pastello.
Metteva allegria solo a vederlo e ti donava molto.
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