
La domanda che mi sono fatta nei giorni scorsi, prima di ricominciare la solita vita di sempre, è la seguente: come ci si riprende da una bella vacanza?
Come si supera quella sensazione di benessere di quando ti ambienti bene in un posto?
Quando non ti serve più Google Maps per andare da qualche parte, perché ormai ti sei ben orientata; quando ti sei adattata al “fuso orario” locale per quanto riguarda orario dei pasti e orario di riposo; quando hai trovato un localino che è diventato il vostro preferito per il cocktail dopo cena; quando ti piacciono proprio il mangiare, la lingua e le persone.
Insomma, quando stai talmente bene che ti ritrovi in più occasioni a pensare:
“Ma io perché cavolo non vivo qui?!”
Tra l’altro, rischiando di vanificare ogni intento di relax della vacanza, rendendola più un viaggio emotivo nei meandri della tua vita, in cui ti metti a vagliare ogni scelta fatta finora, pensando “come sarebbe andata se invece di A avessi fatto/scelto/deciso B”.
Poi, meno male, ti ricordi che esistono le cañitas, che ti aiutano a ritornare al mood relax e a lasciar perdere le seghe mentali:

Ma torniamo alla domanda iniziale, cioè come ci si riprende da una bella vacanza.
Un po’ organizzando un’altra fuga, e infatti siamo andati a Roma qualche giorno, un po’ tediando raccontando a tutti come è andata la suddetta vacanza.
E dato che Malaga la sto consigliando a chiunque, anche se non lavoro per l’ente del turismo spagnolo, ormai mi mancavate solo voi!
È sul mare. L’abbiamo scelta principalmente per quello, anche se l’acqua non era granché, ma c’è da dire che noi siamo abituati agli standard molto alti della Sardegna, dove anche lo spiaggione più “popolare” ha l’acqua trasparente.
La sabbia della spiaggia cittadina, La Malagueta, è grossa e scura, del tipo che quando ci impani i piedi sembrano sporchi, e brucia manco arrivasse direttamente dal centro della Terra. Detta così, sembra che non ci sia piaciuta, ma tutt’altro: la vista del mare e mettere la testa sott’acqua si riconfermano tra le cose più belle della vita.
Abbiamo preso un mini appartamentino, di quelli che attraversi la strada e sei già in spiaggia: carino, ben organizzato, anche se questo lo consiglierei solo a una coppia già ben rodata.
Perché? Perché era talmente piccino che spesso ci intralciavamo a vicenda, pur essendo solamente in due.
E anche perché il bagno era cieco, senza ventola e la porta era quasi attaccata a un lato del letto, quindi bisogna essere già in confidenza per tutto ciò che riguarda le questioni “puzze&rumori”.
Il centro città è molto carino, ben tenuto, con molte cose da vedere già lì a disposizione. Le viuzze, la Cattedrale, la Alcazaba, il Museo di Picasso, una marea di localini dove mangiare, senza l’angoscia di dover prenotare uno o due giorni prima (tipo Alghero una cittadina sarda di cui non farò il nome, in cui ogni estate riusciamo a cenare fuori solo perché o abbiamo culo o perché ci aggreghiamo a chi conosce i gestori del locale o perché ci facciamo andare bene il tavolo alle 22:30, sempre che chi lo occupa prima si schiodi a una certa).
Altra zona carina, dove abbiamo praticamente messo le tende per cena e dopo cena, è il Muelle Uno. Localini, cocktail bar, negozi, ma manco un pezzo di ombra fino a dopo il tramonto, quindi non è del tutto colpa nostra se finivamo lì per i cocktail dopo cena.
Malaga è la città europea più a sud nel mediterraneo, due bracciate e si arriva in Africa, quindi immaginate il caldo, con e senza il sole a picco.
Nella settimana in cui ci siamo stati noi, il caldo era gestibile: è vero che c’erano pur sempre 35 gradi e oltre e che cercavamo sempre un ritaglio di ombra appena possibile, ma la sera si stava bene, non c’era quell’umidità appiccicosa per cui hai voglia di farti una doccia appena rientri a casa, e soprattutto: non c’erano zanzare. Non so se siamo stati fortunati noi, ma solitamente siamo due prede molto appetitose e invece, stavolta, siamo tornati incolumi!
Andrei ancora avanti con il racconto, ma non vorrei ammorbarvi troppo, quindi concluderò con un momento TOP e un momento FLOP di questa vacanza.
Momento TOP: giro in catamarano con DJ a bordo. Prenotato all’insaputa di A. un mese prima di partire, mentre mi documentavo su cosa fare e cosa vedere a Malaga. Sorpresa quasi rovinata da Booking, che ha suggerito ad A. la stessa esperienza da fare!
Al secondo giorno di vacanza:
A: Guarda che figata questa cosa, un’escursione in catamarano al tramonto con DJ e bicchiere di spumante incluso. Ufff, però non ci sono più posti.
V: Ah bello… Eh…peccato!
Per una volta, l’ho fregato io con le sorprese! Due giorni dopo eravamo lì a bere e ballare guardare il tramonto dal mare.
Momento FLOP: Noi che diamo retta a Google Maps per andare in un outlet fuori Malaga, in cui A. spera di ritrovare, in un negozio monomarca che non c’è in Italia, un paio di scarpe che aveva e ha buttato a malincuore anni fa.
Secondo voi ci siamo arrivati all’outlet?
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