Il buongiorno si vede dal mattino

O forse dovrei dire che si vede da come andrà la colazione.

Quando ero piccola, i miei, pur di farmi fare colazione prima di andare a scuola, venivano a svegliarmi con un tazzone di latte e Nesquik, quindi in pratica facevo colazione a letto: mi porgevano la tazza, aprivano la tenda facendo entrare la luce e io vedevo come era il tempo fuori mentre cercavo di ricordarmi il mio nome. Viziata? Forse un po’.

Se il latte lo preparava Babbo, tutto a posto, la giornata iniziava benissimo: giusta quantità di Nesquik, latte scaldato al microonde alla temperatura perfetta, cioè quella che ti consente di bere tutta la tazza d’un fiato, massimo due.

Se il latte lo preparava Mamma, c’era sempre l’imprevisto: latte pallidissimo indice di poco Nesquik, temperatura pari, se non pure superiore, a quella della lava. E queste mattine iniziavano con il malumore, lo ricordo come se fosse oggi.

E infatti, ancora oggi, non c’è niente che mi indispone di più verso la giornata che sta per iniziare quanto una colazione che, per un motivo o per l’altro, mi va storta.

Per esempio, capita anche a me di riscaldare troppo il latte e mi maledico mentalmente a ogni sorso (Mamma l’ho sempre saputo che non era davvero colpa tua!); qualche giorno fa mi stavo sedendo al tavolo e per non inciampare nella gamba della sedia, ho sfiorato appena la tovaglia e la tazza di caffelatte si è rovesciata (ora che sono grande ho abbandonato il Nesquik, un po’ a malincuore), quindi colazione da preparare da capo e tovaglia, usata solo una volta, da rilavare (e da quest’ultima considerazione si capisce che sto invecchiando).

E mi va male anche quando cerco di essere “social” e decido di postare un contenuto relativo alla mia colazione.

L’ultima volta che ho postato un reel dove avevo filmato il vortice del caffelatte con una canzoncina carina in sottofondo e tutta una serie di hashtag motivazionali (tipo #febbraionontitemo #nuoviinizi e cose del genere), dopo neanche cinque minuti mi ha chiamato mia madre per dirmi che mio padre era caduto ed era al pronto soccorso con i legamenti del ginocchio rotti. Anche meno andava bene.

Insomma, io lo so che si dice che la colazione è il pasto più importante della giornata, ma sinceramente capisco anche chi decide di non farla proprio.

Potrebbe non essere solo una questione di stomaco chiuso, ma di sopravvivenza.


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